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27 settembre

capitolo 20 di A New Sunrise

Per questo capitolo mi sono appropriata del brano di Elisa che amo di più.

Era la canzone che secondo me calzava meglio come voce e significato alla mia protagonista.

Spero vi piaccia.


Cap. 20 Un senso di te

http://www.youtube.com/watch?v=TnsxkqqOcCc&feature=related

 

Ephraim

 

Ero ipnotizzato. Totalmete e incondizionatamente ammaliato da quella piccola sirena, dalla voce vellutata tanto quanto una carezza.

Avvolgeva le note di tutte le melodie con caldo sentimento, dando  piacere alle orecchie tutti quelli, che come me, la stavano ascoltando.

Quella sera era ancora più bella poi. Durante la settimana l’avevo sempre vista con abbigliamento casual che non faceva trasparire tutta la sua femminilità. Quando  prima mi venne incontro per salutarmi invece , mi ha fatto letteralmente fermare il cuore.

Era bellissima. L’abito rosa che portava la rendeva ai miei occhi ancora più angelica, anche se vedere la pelle nuda del suo decolté e della sua candida schiena, aveva fatto emergere in me un certo tipo di desiderio che non avevo mai provato fino ad ora...

Le leggere risate di zio Jasper ed Edward mi fece capire che dovevo tornare in me.

«Non osate farne parola con Emmet» gli sibilai .

«Se hai bisogno di un aiutino, chiedi pure Ephraim» disse sornione Zio Jazz.

Ci mancava solo lo zio manipolatore di emozioni.

«Grazie, non è necessario» Presi un bel respiro e cercai di tornare in me.

I miei genitori, seduti di fronte a me, si tenevano la mano sotto il tavolo e guardavano Valery.

Quando mio padre si accorse che lo stavo osservando, mi strizzò l’occhio e alzò il pollice della mano per mostrami il suo apprezzamento per la mia piccola. Lui era la prima volta che la vedeva.

 

I camerieri, che avevano già servito le prime portate, cominciarono a portare i secondi piatti .

Ovviamente i miei parenti vampiri non avevano toccato cibo. Si erano limitati a farlo a pezzettini e far finta di mangiarlo oppure, se gli umani al tavolo erano distratti,  mettevano il loro pasto nel mio piatto o in quello di mio padre. Valery, che siera unita di nuovo a noi, se la rideva sotto i baffi  a quella scena.

«Certo che hai uno stomaco senza fondo!» mormorò ironica a bassa voce.

«Vizio di famiglia » le risposi indicando con un cenno del mento mio padre che s’ingozzava di arrosto.

«Tu non hai fame?». La pietanza nel suo piatto era intatta.

«No, stasera ho lo stomaco completamente chiuso sinceramente»

«Non ti senti bene?» chiesi un po’ ansioso.

«No, no, sto bene è che...»si morse il labbro imbarazzata senza finire la frase. Grazie al cielo ci pensò la sua amica Daniela darmi la risposta che aspettavo.

«Valery dopo deve cantare una canzone che ha scritto e composto lei!»disse sprizzando d’allegria.

« Ah adesso capisco... » Non ha fame perchè è nervosa, pensai tornando ad osservarla.

«Io... credo sia meglio che vada a rinfrescarmi un attimo al bagno, prima di buttarmi  “nella fossa dei leoni”» disse poi alzandosi dal tavolo e raggiungendo la toilette delle signore .

«La sta facendo diventare una tragedia greca» commentò Daniela alla madre della sua amica.

«Sai com’è fatta Valery non è abituata a mostrare il suo talento in pubblico e tu e Joseph l’avete praticamente obbligata a farlo» disse la signora  Helena.

«E’ vero, ma qualcosa mi dice che non sarà l’unica a  ringraziarmi poi per averlo fatto!» e detto questo mi rivolse un sorriso compiaciuto.

Non ci stavo capendo niente! Guardai Edward con un grande punto interrogativo disegnato sul mio volto.

Sicuramente lui poteva in qualche modo chiarirmi le idee, ma la sola risposta che ottenni fu un tranquillo : « Aspetta e capirai ».

 

Sentì di nuovo l’odore di Valery e voltandomi, vidi che era entrata nel grande salone raggiungendo ancora l’orchestra. Questa volta, però,non prese posto davanti all’asta del microfono; la vidi sussurrare qualcosa nell’orecchio del pianista  e l’uomo, dopo un attimo lasciò libero il seggiolino per permettere a lei di sedersi.

«Questa canzone non la potete conoscere perchè l’ho scritta io due sere fa. Me l’ha ispirata una persona molto speciale.»disse portandosi il microfono più vicino alla labbra rosee.

 

Poi cominciò a liberare sui tasti bianchi d’avorio le sue piccole dita mentre la sua  voce, carica di una dolcezza diversa, si appropriò di tutta la mia attenzione ancora una volta. Ero ipnotizzato di nuovo dalla mia piccola dea.

 

A un passo dal possibile 
A un passo da te 
Paura di decidere 
Paura di me 

Di tutto quello che non so 
Di tutto quello che non ho 

Eppure sentire 
Nei fiori tra l'asfalto 
Nei cieli di cobalto - c'è 

Eppure sentire 
Nei sogni in fondo a un pianto 
Nei giorni di silenzio - c'è 

un senso di te” 
disse facendo incontrare  timidamente i nostri sguardi , lasciandomi completamente annegare nel verde sfavillante dei suoi occhi lucidi.

mmm...mmm...mmm...mmm... 
C'è un senso di te 
mmm...mmm...mmm...mmm... 

Eppure sentire 
Nei fiori tra l'asfalto 
Nei cieli di cobalto - c'è 

Eppure sentire 
Nei sogni in fondo a un pianto 
Nei giorni di silenzio - c'è 

Un senso di te 

mmm...mmm...mmm...mmm... 
C'è un senso di te 
mmm...mmm...mmm...mmm... 

Un senso di te 
mmm...mmm...mmm...mmm... 
C'è un senso di te

 

Avete mai provato la sensazione di sentire il vostro cuore gonfiarsi, tanto quanto un palloncino?

Era ciò che stavo provando adesso io. Sentivo il mio cuore gonfiarsi d’amore  per quella ragazza ancora seduta al piano forte. Tra un po’ mi sarebbe scoppiato nel petto, me lo sentivo, perchè non ero preparato a questo.

Quella canzone era la sua dolce dichiarazione d’amore per me. Non avevo dubbi, l’ho capito dalla sincerità che ho letto nei suoi occhi.

Lei ha sentito la magia del’imprinting tanto quanto me, adesso lo so.

Per una persona comune un sentimento, nato all’improvviso e forte come il nostro, non poteva avere senso, ma lei  ha trovato un ragione a tutta questa follia.

Ha capito che il senso di tutto ciò ero io. 

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