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30 settembre

Finalmente il capitolo 21!!!

Ragazzi ce l'ho messa tutta per stupirvi...


Cap.21 Il Terremoto.

 

Valery

 

Non ci potevo credere, eppure l’avevo fatto davvero.

Avevo cantato la mia canzone per Ephraim davanti a un mucchio di persone. Dio se mi tremavano le gambe all’inizio, per fortuna sono riuscita a calmarmi e farmi coraggio giusto in tempo.

Mentre cantavo c’era stato un momento bellissimo, in cui i  nostri occhi erano rimasti incatenati  persi l’uno nell’altro e qualcosa mi aveva fatto nascere la speranza che avesse capito vero  significato delle mie parole.

Lasciai che gli applausi d’apprezzamento scemassero e poi, dopo aver passato di nuovo il piano al vero musicista, mi diressi all’asta del microfono per continuare con il nostro programma della serata ed aprire le danze agli ospiti. Si dovevano pur sgranchire le gambe dopo quella cena così abbondante!

I primi coraggiosi a buttarsi in pista, sotto le note di I Still Belive (http://www.youtube.com/watch?v=wfQX8psmLDM ), furono una divertente Alice e un povero Jasper, trascinato a forza al centro della sala, seguiti poi dai signori Cullen, i miei genitori e pian piano da altre persone tra cui Edward e Bella.

Ephraim, Daniela e Nessie e il suo ragazzo erano invece rimasti a chiaccherare al tavolo.

Ero contenta dell’atmosfera che ero riuscita a creare, anche se un po’ invidiavo quelle coppie che ballavano strette. Avrei tanto voluto essere al loro posto, magari stretta tra le calde braccia di Ephraim, di cui sentivo fortemente la mancanza. Accidenti, è diventata una specie di droga per me quel ragazzo!

Tutt’un tratto fui sbalzata fuori dai miei pensieri intimi, con la netta senzazione di sentire il pavimento sotto i piedi muoversi molto percettibilmente, eppure sembrava diventasse sempre più forte.

Non ebbi tempo di chiedermi cosa stesse succedendo, che una vera e propria scossa di terremoto si propase e fece letteralmente tremare ogni cosa, facendo rovesciare e rompere i bicchieri e le bottiglie dai tavoli dei commensali. I lampadari di cristallo andarono in frantumi sfracellandosi sul pavimento e la gente cominciò a urlare in preda al panico, correndo fuori dalla sala del ricevimento per scendere al piano terra. Sentì qualcuno gridare che l’ascensore era pericoloso in casi simili quindi la massa di persone si riversò giù per le scale.

Io cercai di raggiungere i miei genitori e  Daniela, ma non mi accorsi che stavo rischiando di essere investita dall’ultimo grosso lampadario di ferro battuto e cristallo , fin quando  Ephraim non mi mi si buttò addosso facendoci cadere entrami per evitarlo al centro della pista.  

«Dobbiamo andarcene, svelti » Disse Edward ad alta voce.

«Andate avanti voi! Io controllo che non sia rimasto nessuno» disse risoluto mio padre.

«No neanche per sogno!»gli urlai contro una volta vicino. «Tu vieni via con noi».

«No, ci può essere della gente intrappolata o ferita che non è in grado di uscire di qui con le proprie gambe magari.»

« Joseph  è troppo pericoloso restare qui !» disse sconvolta mia madre

«State tranquille, rimango io con lui» s’intromise il dottor Cullen « Ragazzi portate in salvo le signore» ordinò svelto ad Edward e agli altri che eseguirono.

Sentì Alice trascinare fuori Daniela seguita da Jasper,poi la mano di Ephraim che mi tirava « Stai tranquilla  , è in ottime mani, non gli succederà nulla. Ora portiamo in un posto meno pericoloso tua madre e la tua amica».

«Ok, va bene» Così dicendo presi senza sforzo mi madre in spalla e corsi fuori veloce insieme agli altri.

Nella fretta lei trovò persino il tempo di chiedermi cosa diavolo stessi facendo. Certo, sapendo che i Cullen erano come me e che ormai eravamo rimasti gli  ultimi non mi preoccupai di  rallentare la corsa vista la situazione.«E’ tutto ok mamma, fidati».

Grazie al cielo nel frattempo la terra aveva smesso di tremare.

La struttura dell’edificio sembrava aver retto bene, daltronde si sa che quella è una zona sismica ogni costruzione all’avanguardia sarà a prova di terremoto, ma ciò non aveva impedito alcuni danni o situazioni di pericolo.

Giunti al piano terra rallentai e uscì da quella “trappola” . Tutta la popolazione di Seattle era fuori in strada, ancora terrificata per l’accaduto.

Tra la folla vidi comparire per fermarsi poi di fronte a noi una grossa BMW X6 nera.

Dal finestrino vidi comparire Alice « Accompagnamo noi a casa Daniela e la signora Helena, voi tornate di sopra,  il padre di Valery  tra poco correrà un grosso pericolo!Dovete riuscire a salvarlo in tempo.»

«Ma c’è Carlisle con lui.» disse Ephraim.

«Non farà in tempo ad arrivare a salvarlo!Dovete tornare su anche voi.» Ribadì tragica.

Non aspettai un secondo di più, feci salire svelta mia madre su quella macchina e ritornai più veloce che potevo su per le scale seguita da Ephraim ed Edward cercando mio padre e chiamandolo per nome.

Al dodicesimo piano trovammo Carlisle che ci disse che si erano divisi per cercare se nelle camere c’era qualche ferito da portare via. Fortunatamente Edward sentì i suoi pensieri « E’ al tredicesimo piano, saliamo ancora!»

«PAPA’» chiamai a squarcia gola, seguendo la scia del suo odore che avevo percepito nell’aria.

«Sono qui Valery, mi senti? Ho trovato un ferito!» urlò di rimando.

La porta della camera 1366 era spalancata e trovammo mio padre che cercava di issarsi sulle spalle il corpo robusto di un uomo sulla sesantina privo di sensi.

«Eccoti finalmente!»sospirai  muovendo qualche passo e purtroppo c’erano dei mobili e degli oggetti d’arredamento che intralciavano il passaggio. 

Di nuovo un boato e mi raggelai. Un’ altra scossa fece tremare di nuovo il pavimento.

Non sembrava forte come quella di pochi minuti prima ma fece comunque perdere l’equilibrio a mio padre che barcollò indietro  poggiandosi, col corpo del vecchio che aveva sulle spalle, alla grande finestra vetrata. (http://www.starwoodhotels.com/westin/property/photos/index.html?propertyID=1055#photo_section_1Link )

Un’espressione d’orrore mi trasformò il viso quando vidi rompersi il vetro e mio padre che si sbilanciava sempre più pericolosamente verso l’esterno della finestra.

«Nooo»urlai terrorizzata e mossa dal desiderio di salvare mio padre, allungai un braccio nella sua direzione, come a cercare d’afferralo,  senza muovermi di un passo da dove ero.

«Tutto bene? Papà?»domandai preoccupata subito dopo.

«Oh mio Dio, tesoro vieni a prendermi. Lo sai che soffro di vertigini!» Mugolò nel panico.

Il  suo corpo si era  fermato di colpo riverso all’indietro, ormai era poco più che orizzontale.

«Appena in tempo» dissi lasciando andare un sospiro di sollievo.

Anche la seconda scossa terminò in quello stesso istante . Probabilmente era uno strascico della precedente o un assestamento, pensai.

«Svelti voi, aiutatemi a tirarli dentro prima che qualcuno di sotto si accorga di questo spettacolo» ordinai a Ephraim, Edward  e Carlisle, che nel frattempo ci aveva raggiunto.

Li feci passare, spostando l’ultima  lampada che sbarrava  il passaggio e dopo avermi velocemente superato, vidi che si fermarono ad osservare quella strana scena.

Mio padre stava completamente sdraiato nel vuoto  e accanto lui c’era il corpo dell’altro uomo.

Era come se stessero galleggiando entrambi in aria .

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