Profilo di ValentinaSearching for my Edward ...FotoBlogElenchiAltro ![]() | Guida |
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07 ottobre Extra n° 2Il buon giorno si vede dal mattino. Tutto sembrava così perfetto ora che ero una vampira. Persino il mio “nido d’amore” che mi ero creata nella mia testa nelle settimane prima del matrimonio, ora era più bello di quanto immaginassi. « Mmm... si sta facendo di nuovo giorno», sospirai incapace di staccarmi dal corpo perfetto di mio marito. Edward, sotto di me, si lasciò scappare una risatina « Non sei ancora appagata sig.ra Cullen?» chiese baciandomi i capelli con il sorriso sghembo che tanto adoravo dipinto sul suo viso d’angelo. «No, tutt’altro! Quello che voglio dire è che trovo difficile scendere dal paradiso una volta che ci sono arrivata» dissi un po’imbarazzata, perdendomi nei suoi occhi limpidi colmi d’amore. « E poi...tu non mi basti mai ». Feci delicatamente scorrere le mie dita sul suo petto perfetto, tracciandone il contorno. Al mio tocco chiuse gli occhi e sospirò«Mmm...In teoria, abbiamo ancora un po’ di tempo prima che nostra figlia si svegli...» Meno di un secondo dopo mi ritrovai sotto di lui con le sue calde labbra premere e muoversi languide sulle le mie. Ricambiai il bacio con gioia, lasciando che la sua lingua giocasse con la mia. Inspirai di nuovo il suo dolce profumo sul mio viso.Ero totalmente drogata di Edward. Adesso che ero una vampira, aveva totalmente sciolto le briglie che tenevano a bada i suoi sensi e tutto il suo reale desiderio per me che prima, quand’ero una semplice umana, poteva essere troppo violento. Però, da quando ieri notte avevo fatto l’amore con lui per la mia prima volta in questo nuovo corpo, tutto è cambiato... Tutto è molto, molto più di quello che avevo immaginato. Il nostro bisogno fisico del corpo dell’altro era aumentato a dismisura, come il mio amore per lui. La nostra passione sembrava non avere limiti. Bastava un semplice sfioramento per accendere il desiderio di entrambi. Non so se questo era dovuto alla nostra natura vampira o semplicemente all’astinenza dal sesso durante la mia gravidanza, anche se non potevo negare, che in quel periodo rimpiangessi un po’ l’intimità che io e mio marito avevamo avuto sull’Isola Esme. Sorrisi tra me al ricordo di quella prima notte, alle piume bianche. Inevitabilmente, percorsa da un altra scarica di eccitazione, affondai con foga una mano nei suoi capelli bronzei mentre l’altra la feci scorrere lungo tutta la sua schiena per poi attirare il suo bacino verso il mio. Si lasciò scappare un ruggito di desiderio a quel mio invito sfacciato ad unirci di nuovo. «Ti amo» mi sussurrò sulle labbra, per poi perdersi dentro di me in un nuovo oceano di passione.
Quando una lieve pioggia cominciò a cadere dai grigi nuvoloni che coprivano il cielo, Edward parlò di nuovo. « Renesmee... si sta svegliando.» disse schioccandomi un bacio sulle labbra. S’infilò in un istante i suoi boxer neri che gli fasciavano stretti i fianchi e le gambe, facendolo sembrare un modello di Armani e mi passò facendomi l’occhiolino, la sua camicia rimasta ai piedi del letto per tutta la notte. La indossai velocemente quando schizzò fuori dalla nosta camera da letto. Dopo quindici secondi era di ritorno con in braccio nostra figlia. Era ancora un po’ insonnolita, con la manina a pugno si strofinava un occhietto, ma appena mi vide nel grande letto bianco mi fece un grande sorriso che ricambiai di riflesso. Edward mi offrì subito la piccola e si sedette accanto a noi. Renesmee tese le sue braccine per andare cingere il mio collo marmoreo in un abbraccio. «Buongiorno piccolina mia» le dissi guardandola nel caldo cioccolato dei suoi occhi, i miei vecchi occhi. Restammo così per un tempo indefinito, persi ad osservare e coccolare dolcemente il regalo più bello che la vita ci avesse fatto. I cambiamenti che aveva subito quella notte ci erano ben evidenti , ma non volevo lasciare che il mio turbamento rovinasse quel momento così perfetto. Solo quando Edward vide la sete farsi largo nei pensieri di nostra figlia ci destammo. « Dovremmo vestirci e andare dagli altri. Sicuramente ci staranno aspettando » disse accarezzandomi una guancia. «Sì, è una buona idea »concordai. In realtà temevo quel momento, perché per uscire di casa avrei dovuto per forza affrontare di nuovo quel mostro di cabina armadio gigante che mi ha regalato Alice. Ci preparammo in pochi minuti , con Renesmee che aveva fame non mi sono soffermata troppo sui vestiti anzi... Tagliando la testa al toro e sorprendendo Edward, tirai fuori decisa l’abito rosa confetto in cui mi sono imbattuta ieri, così entro sera avrei potuto dirgli definitivamente addio. Mia cognata non permetteva a nessuno della famiglia di mettere lo stesso vestito due volte. Ringraziai mentalmente Dio che questa sua mania assurda, in questo caso giocasse a mio favore. Per Renesmee, invece, scelsi un vestitino verde acqua e un golfino bianco sopra così ero sicura che non avesse freddo. Edward era divino come sempre con una semplice camicia nera su classici pantaloni grigi. Ammetto che vederlo in bagno che cercava di mettersi in ordine i capelli era una cosa alquanto divertente! Non volevano proprio obbedire al pettine e così ci rinunciava passando semplicemente la mano e scompigliandoli un po’. «Basta mi arrendo»sbuffò. Io e Renesmee ridemmo. «Ehy voi due, state ridendo di me?»disse alzando un sopraciglio. «No, no non oseremmo mai!» ma smettere era diventato difficile gli voltai le spalle e cominciai a correre nel bosco. Ci raggiunse subito e con un balzo felino attraversammo il fiume trovandoci a pochi passi dalla grande casa bianca. Alice era seduta sui gradini della veranda con Jasper e ci aspettava. «Buongiorno ragazzi!» cinguettò tutta allegra. «Ciao Alice , ciao Jasper » risposi sentendo il suo sguardo che nel frattempo, analizzava come ero vestita. «Vedo che oggi hai fatto un uso migliore del tuo guardaroba, forse stai imparando a seguire il mio buon gusto! » « Non lo direi se fossi in te, Alice. Ho solo preso la prima cosa che ho trovato, sai com’è...non potevo stare mezza giornata chiusa nell’armadio per cercare un altro paio di jeans» dissi per stuzzicarla. «Allora oggi ti mostrerò io dove puoi trovare tutto quello che cerchi, visto che ho notato che la tua attenzione ha gravitato solo intorno a Edward e la piccola nelle ultime ore...» affermò maliziosamente. D’istinto mi coprii il viso coi capelli di Renesmee per l’imbarazzo, da dentro sentì la risata grossa di Emmet e quella più fine di Rose. «Credo che Rose abbia pronta la colazione per la piccola, è meglio se entriamo », suggerì Edward. Come non succedeva da un mese, tutti erano presi nelle solite attività quotidiane. Dai rumori che sentivo dalla cucina, Esme stava riempiendo la dispensa. Cosa alquanto strana in una casa di vampiri che non sentivano necessità di nutrirsi di cibo, ma dato che Jake e Seth erano ormai “ospiti fissi” era indispensabile e lei adorava viziarli con manicaretti prelibati. Carlisle era nello studio, sentivo uno sfogliare veloce di pagine ed Emmet era come al solito incollato alla tv a vedere in vecchio telefilm di Hazzard. Rose comparve subito dalla cucina con la tazza di Renesmee salutandoci radiosa «Buongiorno anche a te piccolina, hai tanta sete vero? Zia Rose ha già pronta la tua colazione» e con gesto esperto la prese dalle mie braccia e si sedette sul grande divano bianco. «Ti ringrazio Rose. Mi chiedo quando sarò in grado di nutrire mia figlia da sola...ma probabilmente quando sarò pronta lei non avrà più bisogno di me»finii la frase in un surrurro. «Non preoccuparti amore, è normale che stare in stretto contatto con il sangue umano ti sia difficile » rispose comprensivo Edward abbracciandomi « Sei pur sempre una vampira da pochi giorni, ci vuole tempo. » «Edward ha ragione, Bella e comunque abbiamo visto tutti che sei una neonata fuori dal comune. Imparerai in fretta, porta solo un pò di pazienza », continuò saggiamente Rosalie che aiutava Renesmee a tenere la tazza mentre beveva. « Devo ammettere di essere sorpreso nel non vedere Jacob qui a casa. Sei riuscita a sbarazzarti di lui, Rose?» disse scherzoso Edward per allegerire l’atmosfera. « Tsè magari..anche se effettivamente respirare aria pulita e profumata e non la puzza degli ultimi giorni in casa, sembra un sogno.» A quelle parole Renesmee toccò Rosalie sul viso. « Si, si, lo so piccola... Il tuo Jacob non puzza , ha solo un profumo diverso dal nostro», disse Rose alzando gli occhi al cielo « Sempre che lo si possa chiamare “profumo”quell’odore di cane.» «Rose non essere maleducata » la rimproverò Esme dalla cucina. «Non è maleducazione, è sincerità» ribatté di nuovo lei. Le mie orecchie finissime registrarono delle forti zampe che a grandi falcate raggiungevano i confini del bosco intorno alla casa. A quanto pare Jake era tornato per dare il suo buongiorno a Renesmee. Commenti (2)Per aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati
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