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12 ottobre

Resuscitato il capitolo 22 di A.N.S. spero vi piaccia!

Cap.22 Il dono di Valery

 

Ephraim

 

Non riuscivo a credere alla scena sconcertante che avevo sotto gli occhi.

Ero immobile sull'orlo di quella finestra frantumata al tredicesimo piano, guardando il padre di Valery e l'altro uomo sospesi nel vuoto a mezzo metro da noi.

«Incredibile...» mormorai, poi mi girai verso di lei « Valery, questo é opera tua?»chiesi sbalordito.

«Si... Direi di si. Ora, per favore, cercate di afferrarli al mio tre...» ci disse ridestandoci da quel momento di smarrimento.

Tornai a volgere l'attenzione ai due uomini là fuori.

«Pronti?» chiese, concentrandosi. Noi annuimmo all’unisono. «Bene! Uno... due... tre!»

In meno me che non si dica, i due corpi furono come attirati verso di noi, come il ferro a una calamita. Carlisle poté afferrare l'uomo privo di sensi, mentre io e nonno Edward, il padre di Valery.

Lei gli si buttò tra le braccia.

«Non farmi più prendere uno spavento del genere Papà, altrimenti è la volta buona che ci lascio le penne!». Aveva gli occhi resi lucidi dalle lacrime trattenute a stento e la voce rotta.

« Non so cosa farei senza di te, piccola mia!» rispose lui baciandole e accarezzandole i capelli.

Nel frattempo Carlisle aveva provveduto a chiamare un’ambulanza per l’uomo anziano.

« Ragazzi scendiamo, tra poco arriveranno a prendere questo signore» disse Edward.

«Joseph tu stai bene?»chiese Carlisle.

«Sono a posto, tranquillo »Rispose lui reggendosi a me e a Valery.

«Okay ma vorrei visitarti per sicurezza. Tu e Valery potreste venire  con noi a casa nostra. Lì potrò farlo con calma e avremmo anche tutto il tempo per parlare...»

Joseph probabilmente aveva intuito di cosa voleva parlare Carlisle.

Sua figlia aveva mostrato a tutti noi di avere capacità fuori dal comune.

Un dono come lo chiamavamo noi Cullen.

La sua espressione si fece seria e distaccata. Probabilmente stava riflettendo su qual’era la decisione giusta da prendere. Se poteva mettere nelle nostre mani il loro segreto.

«Papà andiamo con loro, io mi fido di queste persone.»Lo rassicurò lei.

«Non deve temere Joseph, quello che è successo qui nessuno verrà mai a saperlo» S’intromise Edward.

« Assolutamente, la sicurezza di Valery è la cosa che ci sta più a cuore. Il suo segreto è al sicuro con noi » rimarcai io.

La sua improvvisa rigidità scomparve a quelle parole,«Va bene ,  mi avete convinto. Usciamo di qui ora.» disse infine e aggrappandosi di più noi , precedemmo gli altri lungo le scale.

 

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Arrivammo alla grande casa bianca che erano le undici e mezza di notte.

Il viaggio fu abbastanza silenzioso, a parte una chiamata che fece Valery per avvertire sua madre che  sarebbero rientrati più tardi e che stavano tutti bene.

 

Edward parcheggiò Mercedes di Carlisle nell’ampio giardino seguita a ruota dalla sua Aston Martin guidata da Bella. Con lei scesero anche i miei genitori ed Esme che si precipitarono intorno a noi.

«State tutti bene?» Chiese Esme preoccupata.

Ovviamente mia madre mi raggiunse ansiosa, stringendomi tra le sue braccia come un moccioso.

« Stavo cominciando a preoccuparmi... Ci avete messo un bel po’ per venire fuori dall’edificio.»

«Ci sono stati degli imprevisti, Nessie»  imbarazzato, la spostai gentilmente da me e offrì la mano a Valery ,da vero galantuomo come mi ha insegnato il nonno , per aiutarla a scendere.

Lei mi regalò un timido sorriso in risposta.

Facemmo accomodare nel grande salotto i nostri ospiti e  notai  zia Alice e Jasper , che erano arrivati prima di noi, ci stavano aspettando.

«Finalmente!Ero così curiosa di sapere cosa è successo!»Trillò.

«Non ora Alice.»Le tappò la bocca Carlisle, « Prima è il caso che io salga nel mio studio con Joseph e lo visiti».

Li seguimmo tutti con lo sguardo salire le scale e appena sentimmo la porta chiudersi alle spalle di Carlisle

«Allora?!Voglio sapere ogni-singolo-particolare.»Tornò di nuovo alla carica Alice, scandendo per bene le ultime parole.

«Dove sei rimasta Alice?» le chiese Edward.

«Ho avuto una visione del padre di Valery che insieme a un altro uomo cadeva dalla finestra ma stranamente...non li ho visti sfracellarsi al suolo. Mi spiegate cosa ha impedito che ciò avvenisse?»

«Semplice...Valery ha un dono!»dissi entusiasta.

«Un dono?»diede fiato alle parole, che tutti avevano sulla punta della lingua, nonna Bella.

«Sì, ma non ha ancora avuto modo di raccontarci meglio di cosa si tratta» confermò Edward, « Ti andrebbe di farlo ora?»

La mia piccola Valery mi fissò negli occhi per poi prendere un profondo respiro «Certo, vi devo delle spiegazioni per quanto è successo.»

Tutti si accomodarono in torno a noi.

«Vedete, io sono capace controllare e manipolare a mio piacimento la forza gravità. Posso fare molto cose col mio potere, o dono come lo chiamate voi»confessò lasciandoci tutti a bocca aperta.

Altro che levitazione, pensai. Ha un potere incredibile!

«Mio padre si accorse subito delle mie strane doti sin da quando ero poco più che una neonata. Se volevo una cosa io l’attiravo a me. In parole povere...Posso elevarmi a centro di gravità e attirare verso di me qualsiasi cosa o persona. Guardate!»Non fece in tempo a dirlo che il  telecomando che stava vicino al televisore venne attirato  nella sua mano.

«Posso fare anche il contrario, eleggere un nuovo centro di gravità. Per esempio... Nessie» continuò e nel frattempo il telecomando venne attirato nelle mani di mia madre.

«Fantastico» sussurrò incredula.

« Da piccola quando mi arrabbiavo facevo involontariamente cadere a terra ogni cosa intorno a me, senza neanche toccarla e quando ...» continuò senza badare alla voce che le si bloccò per un attimo in gola «Bhe ..  in un’occasione in particolare ho imparato anche che sapevo annullare intorno a me la gravità e quindi, far levitare in aria le cose. Ho un controllo a trecentosessanta gradi sulla gravità e credo che se volessi, potrei anche sfruttarla come mezzo di difesa.»

«Wow» mormorò Alice

«Puoi dirlo forte» dissi io sbalordito più che mai.

Il clima di curiosità però fu spezzato da una domanda.

«Perchè l’hai fatto?»chiese, con un espressione triste ma comprensiva, Edward.

Fatto cosa? Mi sono perso qualcosa?Valery ci aveva omesso qualche particolare importante?

Lei non rispose, guardò un attimo il volto del nonno, come colta in fallo, e poi abbassò lo sguardo come  colpevole di qualcosa, il suo corpo cominciò a tremare, lo sentivo bene. La avvolsi con le braccia e l’attirai al mio petto per calmarla. Avrei tanto voluto impedire che altre lacrime le bagnassero il suo bel viso, ma ormai era tardi.

Ora mi balenava solo una domanda nella testa:cosa aveva letto nonno Edward nella mente di Valery?

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